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Il coordinatore può richiedere il POS al lavoratore autonomo?

E' legittimo che il coordinatore per la sicurezza pretenda dal lavoratore autonomo la redazione del POS?

In riferimento a questo quesito posto da un lavoratore autonomo al nostro centro di formazione la risposta è NO.

E’ opportuno che il Coordinatore legga l’art. 89, comma 1, lettera h), D.Lgs 81/08 che definisce il P.O.S. quale “documento che il datore di lavoro dell'impresa esecutrice redige, in riferimento al singolo cantiere interessato, ai sensi dell'articolo 17 comma 1, lettera a),i cui contenuti sono riportati nell'allegato XV”.

L’art.96, comma 1, lettera g), D.Lgs 81/08 sancisce che “I datori di lavoro delle imprese affidatarie e delle imprese esecutrici, anche nel caso in cui nel cantiere operi un’unica impresa, anche familiare o con meno di dieci addetti: redigono il Piano Operativo di Sicurezza di cui all'articolo 89, comma 1, lettera h)”.

Pertanto è il datore di lavoro dell’impresa esecutrice che deve redigere il P.O.S. e NON IL LAVORATORE AUTONOMO.

 

Prendo spunto da questo quesito per approfondire l’argomento e vedere nello specifico cosa è un POS (Piano Operativo di Sicurezza)

 

Che cosa è il POS?
E’ un documento, redatto dal datore di lavoro, in cui devono essere riportate le informazioni relative a quello specifico cantiere e valutati i rischi a cui sono sottoposti gli addetti dell’impresa. Il POS non deve quindi costituire unicamente un adempimento amministrativo, in mancanza del quale la ditta operatrice viene sanzionata, ma soprattutto un documento essenziale ed indispensabile al fine di prevenire, limitare e ridurre al minimo i rischi ed in grado di fornire una serie di elementi indicativi di comportamento e indirizzo sulla sicurezza. 

Quando e chi deve elaborare il POS? 

Il POS, contrariamente al piano di sicurezza e coordinamento, che in alcuni casi non è obbligatorio redigere, deve essere sempre redatto da tutte le imprese che entrano in un cantiere temporaneo o mobile per svolgere il proprio lavoro. Quindi il POS deve essere sempre presente in cantiere.

Quali sono le aziende soggette al POS?
L’elenco è puramente indicativo e non esaustivo:

- Edili in genere (costruzioni, demolizioni, rifacimenti, pavimentazioni, scavi, opere stradali..)
- Impiantisti (elettricisti, idraulici, caldaisti, termici, ecc),
- Lattonieri (posa gronde, ecc),
- Fabbri (posa barriere, ringhiere, recinzioni, cancellate, serramenti metallici, ecc),
- Falegnami (posa parquet, infissi, serramenti in legno, controsoffitti, arredamenti, porte, ecc),
- Vetrai (messa in opera vetrate, box doccia, lucernari, ecc),
- Imbianchini e tinteggiatori (tinteggiature interne ed esterne, verniciature in genere, facciate, ecc),
- Giardinieri (preparazione giardini e manutenzione del verde privato e/o pubblico). 

PIANO OPEARTIVO DI SICUREZZA

Definizione

Piano complementare di dettaglio del PSC; si attiene alle scelte autonome dell'appaltatore (impresa esecutrice) e relative responsabilità nell'organizzazione del cantiere e nell'esecuzione dei lavori.

Chi lo predispone

Il datore di lavoro dell'impresa affidataria e di ciascuna impresa esecutrice deve redigere il POS in riferimento al singolo cantiere interessato.

Quando si predispone

Prima dell'inizio dei rispettivi lavori ciascuna impresa esecutrice trasmette il proprio POS all'impresa affidataria. L'impresa affidataria verifica la congruenza del POS dell'impresa esecutrice rispetto al proprio e lo trasmette al CSE. Il CSE verifica i contenuti del POS rispetto all'allegato XV del D. Lgs. 81/08 entro 15 giorni dalla ricezione. I lavori hanno inizio dopo l'esito positivo delle verifiche.

Chi lo aggiorna

L'aggiornamento è demandato al datore di lavoro dell'impresa esecutrice che lo ha predisposto.

Chi lo verifica

L'impresa affidataria deve verificare il POS delle imprese esecutrici prima di trasmetterlo al CSE. Il CSE (Coordinatore in fase di esecuzione dei lavori) ha l'obbligo di verificare l'idoneità del POS predisposto dall'impresa esecutrice e in caso di chiederne modifiche ed eventuali aggiornamenti.

Quando è previsto

Il Piano Operativo di Sicurezza è previsto per tutti i cantieri di competenza di una singola impresa. Con questo piano l'impresa esecutrice definisce in modo autonomo e funzionale l'organizzazione dei lavori in cantiere.

Contenuti minimi del Piano Operativo di Sicurezza (POS)

Il POS è redatto a cura di ciascun datore di lavoro delle imprese esecutrici in riferimento al singolo cantiere interessato, ad esclusione dei soggetti definiti dall'art.96 comma 1 bis (imprese di mera fornitura di materiali o attrezzature).

Il POS contiene almeno i seguenti elementi:

  • i dati identificativi dell'impresa esecutrice, che comprendono:
    • il nominativo del datore di lavoro, gli indirizzi ed i riferimenti telefonici della sede legale e degli uffici di cantiere;
    • la specifica attività e le singole lavorazioni svolte in cantiere dall'impresa esecutrice e dai lavoratori autonomi subaffidatari;
    • i nominativi degli addetti al primo soccorso, antincendio ed evacuazione dei lavoratori e, comunque, alla gestione delle emergenze in cantiere, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, aziendale o territoriale, ove eletto o designato;
    • il nominativo del medico competente ove previsto;
    • il nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione;
    • i nominativi del direttore tecnico di cantiere e del capocantiere;
    • il numero e le relative qualifiche dei lavoratori dipendenti dell'impresa esecutrice e dei lavoratori autonomi operanti in cantiere per conto della stessa impresa;
  • le specifiche mansioni, inerenti la sicurezza, svolte in cantiere da ogni figura nominata allo scopo dall'impresa esecutrice;
  • la descrizione dell'attività di cantiere, delle modalità organizzative e dei turni di lavoro;
  • l'elenco dei ponteggi, dei ponti su ruote a torre e di altre opere provvisionali di notevole importanza, delle macchine e degli impianti utilizzati nel cantiere;
  • l'elenco dei ponteggi, dei ponti su ruote a torre e di altre opere provvisionali di notevole importanza, delle macchine e degli impianti utilizzati nel cantiere;
  • l'elenco delle sostanze e preparati pericolosi utilizzati nel cantiere con le relative schede di sicurezza;
  • l'esito del rapporto di valutazione del rumore;
  • l'individuazione delle misure preventive e protettive, integrative rispetto a quelle contenute nel PSC quando previsto, adottate in relazione ai rischi connessi alle proprie lavorazioni in cantiere;
  • l'individuazione delle misure preventive e protettive, integrative rispetto a quelle contenute nel PSC quando previsto, adottate in relazione ai rischi connessi alle proprie lavorazioni in cantiere;
  • le procedure complementari e di dettaglio, richieste dal PSC quando previsto;
  • l'elenco dei dispositivi di protezione individuale forniti ai lavoratori occupati in cantiere;
  • la documentazione in merito all'informazione ed alla formazione fornite ai lavoratori occupati in cantiere.